Trova diffusione nel territorio dell’ Alta Valle Tanaro, in particolare nel Comune di Nucetto (da cui prende il nome), ove trova le condizioni ideali di sviluppo e dove è stato tradizionalmente coltivato anche in passato. Nucetto è il primo centro che si incontra oltre Ceva, nell'alta Val Tanaro; situato in una conca ricca di verde attraversata dal fiume; è stretto da due versanti montani che decrescono verso la zona collinare cebana. Il Cece di Nucetto, viene prodotto con metodi tradizionali e/o conformi all’agricoltura biologica. Vegeta bene in terreni non particolarmente ricchi, leggeri, profondi e con basso contenuto di calcio. Resiste molto alla siccità ma non sopporta il ristagno. Germina a 7°C (ottimo 15-18° C), resiste fino a -4° C e ad un massimo di 30° C. Come tradizionalmente previsto, la concimazione è generalmente effettuata con letame maturo, in tal caso, viene effettuata in primavera, prima dell’aratura. Possono essere utilizzati altri concimi solo qualora siano conformi all’agricoltura biologica, si indica la concimazione fosfopotassica alla semina, mentre quella azotata può favorevolmente avvalersi di un intervento in copertura allo stadio di 4 o 5 foglie. Si effettua una aratura a circa 30 cm possibilmente in inverno seguita da una accurata sistemazione del terreno per facilitare lo sgrondo delle acque. Inoltre il livellamento del terreno favorisce la raccolta meccanica e ne limita fortemente le perdite. La semente viene generalmente auto prodotta in azienda eseguendo una selezione massale sui soggetti migliori, individuati in campo all’interno delle coltivazioni dell’anno precedente. Si utilizzano da 60 a 80 Kg /ettaro di semente a seconda del numero di semi inseriti in ogni postarella (variabile da 3 a 4). La semina viene eseguita manualmente o con seminatrici meccaniche a seconda dei livello di meccanizzazione aziendale. Il periodo ottimale per la semina è fine Febbraio - inizio Marzo. Si può effettuare manualmente, a postarelle (buche) con distanze di 50 / 70 cm tra le file e 10/20 cm sulla fila; mentre la profondità è da 4 a 6 cm; oppure meccanicamente, con apposita seminatrice (ideali sono le seminatrici pneumatiche). Non vengono utilizzati diserbanti chimici. Gli interventi di diserbo sono meccanici e vengono eseguiti manualmente o con l’ausilio di macchinari. Le sarchiature sono molto gradite dopo 15-20 giorni dall'emergenza Nei terreni ove viene coltivato, non è indispensabile la disponibilità idrica per l’irrigazione. Solo in periodi di particolare siccità può essere richiesta l'irrigazione. Di norma le condizioni ambientali nell’area di produzione sono poco predisponenti ad attacchi patogeni. Tra i parassiti di maggiore importanza si ricorda la rabbia o antracnosi che si manifesta sulla parte aerea con macchie marrone o nere, il marciume del piede e la ruggine del cece. Tra gli insetti principalmente la cocciniglia farinosa e la mosca minatrice (temibile parassita in magazzino). La raccolta si esegue a distanza di 5-6 mesi dalla semina. Tradizionalmente le piante vengono estirpate quando ingiallite per terminare l'essicamento sull'aia aziendale. La raccolta meccanica con mietitrebbia si esegue in un unico intervento quando l'umidità del cece è mediamente dal 12 al 15%. Risulta una buona pratica controllare ulteriormente il livello di umidità prima dello stoccaggio in magazzino. |