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I Romani e il CECE

I ceci (latyrus sativus) e i ceci cicerchie (latyrus cicera) furono in un primo tempo destinati all’alimentazione del bestiame, poi impiegati per l’uso umano e divennero un ingrediente di forza per minestre, creme ecc. fino alla Repubblica.
Anche se furono considerati un cibo per poveri i ceci furono venduti a prezzi maggiori dei piselli.( Editto di Diocleziano, 25 mazzetti costavano 6,33 soldi).

Essendo ricchi di alcaloidi, i ceci sono amari e, prima di essere usati in cucina, necessitano di una preparazione adeguata che è molto semplice: devono essere messi a macerare nell’acqua calda per lungo tempo e poi si fanno bollire.
Plinio il vecchio tramanda che i ceci sostituivano egregiamente il grano in caso di scarso raccolto o di estrema povertà.
L’abuso di ceci può provocare la diarrea, il vomito e il mal di testa secondo la interpretazone dei medici greci e romani.

RICETTA DI APICIO (25 A.C) il più grande esperto di gastronomia del mondo antico.

Ricetta con farina di ceci:
fai cuocere la semola di ceci.
Quando bolle aggiungi olio.
Prendi due cervella cotte e stemperaci insieme carne macinata come per le polpette.
Trita: pepe, ligustico, semi di finocchio, e vino e travasali sulla cervella e sulla carne.
Mescola con un mestolo ben bene fino a farne una crema.

Prof: Aldo Intagliata

I Romani e i CECI

2006 Art Communications